lunedì 7 gennaio 2013

cavalieri bianchi



Gli uomini e l'amore

sono i fumi nella notte

che girano e salgono

verso il cielo,

sono i pensieri salati,

disinibiti, bruciati

di un anno concluso.


A volte si intrecciano

tra le costellazioni

in prospettiva...


A volte ricordano

le storie e i miti

lontani, vicini...


Appassiti davanti a

consuetudini irreali.


Amalgamati in riti

sociali apotropaici...


Fili tesi

tra le dita sciolte

di vite.


Umanità a confronto,

come i cavalieri bianchi,

tra i canneti,

nello specchio della laguna.






giovedì 25 ottobre 2012

cronòs


gelosia
di sguardo
d'intesa
gelosia rappresa
sul velo nero
un'idea intrinseca
della mente
aperta
un'idea deserta
del cuore
gelosia o amore?

sussulto
veloce e raffermo
bacio datato
circonda
con passo
calzante
l'andare
sognante
al pensiero
di un tempo
vicino futuro
passato
istante vissuto
in continuo

tempo non percepito
dimenticato
lancette
ferme su sabbie
mobili
inghiottite
da cronòs
gigante buono
affamato



venerdì 18 maggio 2012

l'insieme di sei

tre sono stati
coinvolti in
incidenti
il sedici di maggio
tre dell'insieme di sei

il fuoco ha purificato
l'essere in
cinquecento

la pioggia
la bagnato come acqua
la femminilità
innalzando
sensibili bioritmi

e il sangue sparso
e le ossa rotte
hanno lasciato passare l'energia
pura, atta alla creazione
di una nuova umanità

una cellula impiantata
da una lontana galassia
dispersa caduta
e rinata

un insieme
di pensieri nelle menti
che procreano

denti diroccati
che nascondono
lingue tozze
lingue diverse

sepolte in caverne
protostoriche

dove shakti
principio generale
di luce
alimenta con shiva
la conoscenza cosmica
la coscienza akashica
cui tutti attingiamo


eros e thanatos


quando un uomo potrà
baciare un'altro uomo
senza generare stizza
senza generare schifo

quando un uomo potrà
baciare un' altro uomo
senza peccato

davanti ad un uomo
che ammazza un'altro uomo
che lo sgozza e lo fucila
e lo lapida

nessuno muove tante
parole come quelle
mosse davanti a un bacio

forse l'amore fa più paura
della morte?

forse l'amore è più forte.

libertà di espressione
libertà di creazione
libertà di emozione

i simboli delle guerre
sacre son silenti
camminano sotto pelle
sotto terra
s'insinuano nelle menti
osannando dei dipinti
di icone trafugate.

i simboli della tolleranza
e della pace sono muti
parlano con il cuore
non necessitano di
dimostrare l'essere
puro amore.


Girotondo


Un girotondo di mani,
uragani in arrivo sulla vita.
un girotondo di polmoni,
che s'intrecciano e s'intessono tra loro,
come fili spinati bianchi,
di ruggine e pungenti,
carichi di elettricità,
#destabilizzanti.

Senza pace interiore
senza respiro
senza guanti...
gocce di sangue ovunque
seguono il passo delle orme,
lasciate sulla neve bianca...
sulla morte bianca.

Un affanno fatto di momenti
interminabili,
un sussulto lacerante e
agonizzante, immobilizza
ogni parente, ogni amante,
ogni figlio apparente.

In apnea dal mondo
muoio,
dietro un vetro di plexiglass,
trasparente e spesso,
come il muro del vostro silenzio.

Dietro un vetro di un acquario
galleggio muto come un pesce
e vivo nel riflesso e nel ricordo
delle persone.

Tutto questo per un lavoro
un lavoro sporco
un lavoro nero.




domenica 6 maggio 2012

il gatto

il gatto se n'è andato
tutta la notte ha lasciato
il giaciglio spoglio
vuoto e ora mi dolgo
dei suoi peccati
inconsistenti
un rumorio di fusa
in mezzo ai denti
braccia sottese ai graffi
riempiono la solitudine
in un pizzicar di baffi

il gatto è tornato
qual buon vento
contento
e masticato
bagnato e peloso
chi lo sa chi ha incontrato?
chi lo sa che cosa
ha combinato?

il gatto è libero
è legato
ad un rientro
ad un patto
il gatto e la luna
son gli amanti
di una sera
lunga un mese
di fortuna




lunedì 19 marzo 2012

burlando -
mi ravvivo lo sguardo
allo specchio che
sta urlando -

mi distoglie dallo
shock che
mi coinvolge allo
stremo delle forze

tremando
davanti a una cascata
di roccia viva
sono sola
e scivolo

nuda
superficie liscia
scheggia e spolpa
sbuccia ginocchia
all'aria aperta

goccie di sangue
nel torrente
ricordano lo sforzo
trepidante
del lungo travaglio

le forme le ansie
le smorfie le grida
s'infrangono acqua
e mura

e ritorno al respiro
del primo attimo
di vita pura

sequenziometro
scadenzato di
immagini
cinepresa da otto
millimetri
a ciclo
continuo
registra

neuroni nascosti
dai ricordi lontani
brillano di luce
con impulsi
dirachiani

aumentano i pixels
dei posters
appesi al muro

buchi e chiodi
invisibili crocifiggono
le mani diteggianti
peccati


dei posters