mercoledì 20 ottobre 2021

 Corde grosse

Polpastrelli infastiditi
Spalle cadenti
Sopra una vibrazione
Rincorsa
La fatica
del respiro cambia
la gestione
del tempo
Salti
di quinta
in quinta
Non esalti
l'accordo
Ignoranza
pura
Di tasti
Di movimenti
Ricerca continua
Di luoghi
Adeguati
per ospitare mondi
Inattesi
Che si aprono
davanti al
Silenzio
Vibrante
#do sottofondo
Il Gong richiama
L’immagine
Sacra dimenticata
Dell’Omm

lunedì 18 ottobre 2021

 La moria di pesci

Posso dire
di non averla mai vista
Ma potrebbe essere
Paragonata
Ad una mancanza

Di vitalità
Di cura
Di noia
Di lasciar correre
Di mentire
Di sorpassare
O forse dormire

Sedersi davanti ad un gate
In attesa di un imbarco mai nato
Mai decollato
O forse atterrato male
Quasi evacuato
Per insufficienza
Amorale

Un ascensore mai preso
Una scala mai scesa
Una vena mai esplosa
Un estate passata
Una luna piena

lunedì 11 ottobre 2021

 La ragione

Una stagione fuori tempo
Che battezza il tuo diverso
Essere e pensare
E quando batte un colpo
Ti ritrovo
A nuotare contro mano
In mezzo al mare
Perché c’è un verso?
Un luogo?
Un come?
Anche solo una direzione?
Non basta annusare il vento
Cercare con la lingua
Le gocce di pioggia
Che portano
La sabbia del deserto.
Impastarsi la bocca
Peggio del pianto
Condito con delle risa
Che esplodono
Senza senso.
La libertà di sentire
La vita in ogni secondo
Musica a tutto volume
E passi di danza
In ogni stanza
In ogni dimensione
In ogni universo
Mondo sommerso

martedì 5 ottobre 2021


Le solitudini

si riflettono
negli occhi
di chi guarda intensamente,
oltre l’oceano
la gente,
il frastagliare
del mare,
il luccichio
dell’onda,
pupilla infallibile
di vento,
unico sforzo di movimento,
insanabile,
inguaribile,
come l’amore e il pianto,
il sorriso di un bambino
intento a carpire
l’abbraccio avvolgente,
un manto di neve bianca argentata
appena caduta,
una raffica sincopata

giovedì 17 giugno 2021

strano

rinchiuso in un bozzolo

come un nano

davanti ad un gigante

ti senti 

lontano

altezze diverse

suoni 

sostanze energizzanti

vuoti


strano

riprendi il ciclo normale

di giorno

di notte

dormire

mangiare

correre libero

nel prato

sognare socialità

sconvolta

vivere

come una volta


strano 

respiri dietro un telo

in affanno

ti lavi frequentemente la mano

nella speranza

di allontanare

il contagio

la trasmissione

del virus mortale


strano

risvegli l'istinto 

sopravvivere alla calamità

naturale

sopravvivere alla pandemia 

mondiale

sopravvivere alla guerra

nucleare


strano

ritrovi il tuo sentire

il tuo modo di fare

l'incontro

gli amici

l'abbraccio 

il bacio

i gesti d'affetto


strano 

ti senti ancora

ogni giorno

strano

come

quando salivi sul marciapiede

per

pedalare 

contro mano




giovedì 10 dicembre 2020

 Ho sognato (10 dicembre 2020)

Ero di corsa, tutta la
Notte di corsa
Leggera come fossi
Nata per correre
La mattina mi sono svegliata stanca,
Stanca di questi cicli di
Sonnambulismo vagante.
E poi mentre correvo
Sono passata davanti la scuola
La scuola superiore,
Il liceo.
E mi son fermata.
E aspettavo, e aspettavo
Ma non uscivo mai.
Tutti erano fuori ad aspettare
Ma io non uscivo mai
Dalla porta principale.
Senza affanno mi sono svegliata
E adesso ogni ora
Affiora un episodio
Da colorare
Da provare ad incastrare
Come un puzzle
Mal assortito
Un ricordo scombinato
Mai accaduto

giovedì 28 maggio 2020

ll mare

e la sua maestosità impaurita,

incantata a volte

dalle storie di un tempo,

i casoni con la loro effimeratezza,

pennellata di acquerelli torbida,

come la natura intorno,

sempre in movimento,

segnata da ritmi

e dai colori,

bianchi e neri,

cavalli e cigni riflessi,

davanti all'approdo,

abusivo un tempo,

testimonianza di passati mestieri,

ora abbandonato a se stesso,

in mezzo a boe galleggianti,

derive di mondi,

rapite da raffiche sottili,

guizzi naturali di lagune melmose,

sprofonda abbattuto dalle maledicenze

e dalle inadeguatezze degli artificieri

del posto

e resta impresso

nella memoria

un immagine,

un sapore,

un gusto di salsedine.